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Oggi alle 15.00 il Comune di Milano ha ricevuto dai radicali milanesi, una bandiera tibetana. Il Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, accompagnato dal consigliere Maurizio Baruffi (Verdi) ha ricevuto dalle mani della tesoriera dell’Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano, Virginia Fiume, il colorato vessillo del Tibet libero, alla presenza di un esponente della Comunità tibetana milanese.

 Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, ha dichiarato:

 “Ringrazio i compagni radicali milanesi per l’iniziativa che ha portato il consiglio comunale ad approvare la mozione “Baruffi”, che prevede l’esposizione della bandiera tibetana a fianco di quella della Repubblica Popolare di Cina, durante le giornate degli ormai imminenti Giochi Olimpici di Pechino.

Le bandiere sono per loro natura un simbolo ed in una società che vive di simbologie e di comunicazione, è particolarmente significativo il gesto della Capitale economica italiana di fare propria una bandiera tuttora vietata del territorio del Tibet storico, occupato e smembrato dagli occupanti cinesi.

La battaglia del Dalai Lama e del Governo tibetano in esilio per un’autonomia del Tibet, richiama direttamente la battaglia federalista che dall’Italia del regime fascista ha saputo immaginare e poi costruire un avvenire di pace e prosperità per tutto un continente, quello europeo. Spero che le autorità cinesi sappiano cogliere il messaggio di nonviolenza e di modernità che è contenuto nelle ragionevoli proposte di autonomia dei tibetani. Proposte utili a risolvere la situazione di occupazione e che permetterebbero al regime cinese di affrontare con altri occhi anche la ricchezza delle diversità etniche, linguistiche, culturali e religione del sub-continente cinese.”.

 Roma, 31/07/08

 

Il settimanale “La Gazzetta di Lecco” pubblica oggi la notizia secondo cui Michela Vittoria Brambilla, il Sindaco del Comune di Lecco, Dott.ssa Faggi, ed il Responsabile dell’ASL, Dott. Galbiati, sono indagati per scarichi non autorizzati del Canile municipale.

La gestione della struttura comunale, affidata da anni ad associazioni diverse di cui era sempre ed è tuttora responsabile Michela Vittoria Brambilla, è stata al centro di polemiche e denunce: un esposto, presentato un anno fa ai competenti Uffici del Comune di Lecco dai volontari del canile, aveva sollevato numerose problematiche e criticità, con relativa, ampia documentazione fotografica. Sinora l’unico esito del dossier realizzato era stata l’immediata estromissione di chi aveva osato sollevare critiche documentate e circostanziate, anche se sulla base di quel dossier sono state presentate numerose interrogazioni, in Consiglio regionale della Lombardia da Marcello Saponaro, nella scorsa legislatura al Senato da Natale Ripamonti ed alla Camera da Bruno Mellano e in questa legislatura dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca.

 Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, ha dichiarato:

 “E’ davvero triste dover sperare nell’intervento della magistratura per poter garantire chiarezza nella gestione e livelli minimi di benessere per degli animali detenuti in strutture pubbliche per le quali amministrazioni locali spendono un mare di denaro dei cittadini. Non si tratta di accanimento contro la signora Brambilla (già mi sembra di sentirla!): le questioni denunciate nell’esposto e nelle interrogazioni aspettano da oltre un anno delle risposte concrete e positive.  Sono convinto che le condizioni dei canili siano, in molti, troppi casi, tragiche, anche in Italia. Ma questo non ci esime dal seguire sino in fondo la vicenda di Lecco che, per la situazione peculiare e per i protagonisti, ha un rilievo nazionale: io non dimentico che sindaco di Lecco al momento del passaggio di gestione fra la “Lida” e la “Leida”, le due associazioni di cui era responsabile la Brambilla, era Lorenzo Bodega, prima deputato ed ora senatore della Lega Nord”.

Commentando la notizia dell’arresto del leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, arresto avvenuto 13 anni dopo il mandato di cattura spiccato nei suoi confronti dal Tribunale Penale sull’ex-Jugoslavia, Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) e Giulio Manfredi (giunta di segreteria RI) hanno dichiarato:

”Nel dicembre scorso, lasciando l’incarico di Procuratore capo del Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nell’ex Jugoslavia, Carla Del Ponte si rammaricava di non aver potuto assicurare alla giustizia quattro persone su un totale di 161 incriminate dal Tribunale, precisamente tre serbo-bosniaci (Ratko Mladic, Radovan Karadzic, Stojan Zupljanin) e il serbo-croato Goran Hadzic. Nel giro di pochi mesi, i quattro super-latitanti si sono ridotti a due: prima le autorità di Belgrado hanno arrestato Zupljanin, poi, ieri, è toccato a Radovan Karadzic, che sembrava ormai imprendibile, essendo ricercato inutilmente dal 1995.

L’arresto di Karadzic avvalora ulteriormente tutto il grande lavoro compiuto in questi 15 anni dal Tribunale Penale dell’Aja (ideato e fortemente voluto dal Partito Radicale transnazionale, contro gli attendismi e i non-bastismi di tanti) e rinforza, in prospettiva, la Corte Penale Internazionale contro i crimini di guerra, contro l’umanità e di genocidio, che nacque dieci anni fa grazie all’azione incessante di “Non c’è Pace senza Giustizia”.

Il leader serbo Boris Tadic sta dimostrando grandi capacità di leadership, riuscendo a costituire un governo con i nemici di un tempo, il Partito socialista fondato da Slobodan Milosevic, e, nel contempo, dimostrando con i fatti di voler adempiere agli impegni presi con la giustizia internazionale, la cruna d’ago attraverso cui passare  per entrare a pieno titolo nell’Unione Europea.

Bruxelles non deve lasciare sola la giovane e traballante democrazia serba, che si trova davanti all’ultima cruciale sfida, per fare definitivamente i conti con un passato che non vuole passare: l’arresto e il trasferimento all’Aja di Ratko Mladic, il responsabile militare (anche) del massacro di Srebrenica.”,

Roma, 22 luglio 2008

MORTE DI CARDETTI – RADICALI: “PERDIAMO UN COMPAGNO DI STRADA”

Mellano e Boni: “Con Giorgio un lungo percorso di vicinanza dalla doppia tessera socialista e radicale degli anni ’80 e ‘90, al progetto della Rosa nel Pugno, fino alle comuni iniziative di questi ultimi mesi”.

Dichiarazione di Bruno Mellano (Presidente nazionale di Radicali Italiani) e Igor Boni (segretario dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta):

“Vogliamo porgere le nostre pubbliche condoglianze ai famigliari ed ai compagni di Giorgio, ricordando i tanti momenti che ci hanno visti vicini o insieme.

Ricordiamo Giorgio Cardetti della doppia tessera socialista e radicale: Giorgio, sia da Sindaco di Torino che da Deputato della Repubblica, ha più volte deciso di prendere, accanto alla iscrizione socialista, la tessera del Partito Radicale, per segnare, con un gesto concreto, la feconda vicinanza tra Socialisti e Radicali che, quando si è realizzata, ha condotto alle riforme più importanti ottenute in Italia.

Ricordiamo il Giorgio Cardetti di questi ultimi anni come un schietto compagno di strada nel difficile ed accidentato percorso della Rosa nel Pugno, nella costruzione di un soggetto politico nuovo e nella competizione elettorale del 2006 ma anche dopo, nelle tante iniziative che con lui abbiamo organizzato e realizzato sui temi dell’economia, della laicità dello Stato, delle libertà personali.

Siamo certi che il futuro ci avrebbe visto nuovamente vicini nel tentare, ancora una volta, la costruzione di quella sinistra laica, socialista, liberale e radicale che tanto manca a questo Paese. Noi radicali continueremo testardamente nel tentativo di costruire tutto questo e speriamno di poterlo fare con chi, insieme a Cardetti, ha condiviso ideali e battaglie politiche”.

Torino, 21 luglio 2008

 

A Chianciano Terme, all’assemblea nazionale dei Verdi, è intervenuto, fra gli altri, Gianni Mattioli. Ha parlato di energia nucleare e per me la sensazione di “deja vu” è vivissima.

Oltre 21 anni fa ho vissuto l’emozione “rivoluzionante” di scoprire, in un seminario pubblico sul rischio nucleare, ragioni ulteriori di militanza politica, a cominciare dalla campagna di raccolta firme per il referendum contro il nucleare italiano.

Il seminario, con Gianni Mattioli e Massimo Scalia, nella splendida sala affrescata di Palazzo Burgos a Fossano, era organizzato dai radicali, che lì, come altrove, allora erano i verdi, e nello specifico i “verdi civici” del nascente arcipelago ambientalista italiano.

Oltre 21 anni sono trascorsi invano: questo paese riparte ancora una volta dalle stesse domande, dalle stesse problematiche, dagli stessi rischi, dagli stessi interessi contrapposti. Oggi, indubbiamente, il sole non ride, non certo qua al congresso dei verdi, nonostante il bel simbolo che campeggia sul palco e le belle giornate termali. Certo però non sorride neppure la terra, il nostro sovrappopolato e logoro pianeta. I 21 anni superati non sono purtroppo il segno di una maturità conquistata dalla nostra società: qualcuno crede anzi di trovare motivi di contentezza nelle difficoltà di movimento ambientalista ed allegrezza per il semaforo verde a tante velleità mega-infrastrutturali.

Intanto, in un angolo della platea, un giovane giornalista chiede ad un altro: …ma chi è questo Mattioli? 21 anni non sono passati indenni per il nostro paese.

Una rondine non fa primavera, recita un saggio proverbio popolare. In effetti se negli ultimi anni avessimo dovuto riconoscere il rinascimento primaverile in base al ritorno delle rondini e non, meno poeticamente, dal calendario, non avremmo avuto segnale che la stagione era cambiata. La recente votazione unanime della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati sullo storno (sturnus vulgaris) è parsa, a più d’uno, una rondine (hirundo rustica). Unanime giubilo (destra – sinistra – centro) per un voto che molti leggono come il più classico e netto segnale di cambiamento di stagione, anche se il senso comune, prima ancora che il dibattito scientifico, ci ha spiegato che non ci sono più le mezze stagioni.

La risoluzione votata prevede il reinserimento dello storno tra le specie cacciabili. Per anni lo storno è stato cacciato, in gran parte d’Italia, in deroga alle esplicite previsione delle direttive europee, con così vaghi riferimenti ai danni agricoli e senza nessuna ricerca di soluzioni alternative da spingere l’Europa ad aprire, anche su questo, un procedimento per infrazione contro il nostro Paese. Ora la richiesta è di passare direttamente dalla tutela al carniere. Infrazione per infrazione.

Lo storno diventa quindi un segnale, preoccupante e triste, di una nuova stagione di sfregi ambientali, in un momento in cui gli sforzi per tutelare le specie viventi e la biodiversità, il territorio e i diversi habitat naturali, dovrebbero invece essere incrementati e potenziati.

Le rondini erano nei nostri paesi un segnale di buona stagione: lo stormo di storni, con i suoi “voli imprevedibili, ascese velocissime, traiettorie impercettibili, codici di geometria esistenziale”, rischia di diventare, per la politica nazionale e regionale italiana, il segnale di una bruttissima stagione per il bel Paese.

Roma, 11 luglio 2008

• Dichiarazione di Antonella Casu, Michele De Lucia e Bruno Mellano, Segretaria, Tesoriere e Presidente di Radicali italiani

Tra un “lodo” che rischia di garantire impunità – più che immunità – ai vertici di uno Stato partitocratico, privo di ogni parvenza di Stato di Diritto; un “bloccaprocessi” che rende palese la montatura mediatica dell’”allarme sicurezza” su cui si è costruita parte importante della vittoria elettorale del Pdl e del suo “proprietario”; una “piazza” in realtà eterogenea e in cerca di una classe dirigente, a cui vanno date armi sì, ma democratiche e nonviolente, contro comode criminalizzazioni e sciatta demagogia, lo scontro in corso nel Pd – che ha un problema di progetto politico e di futura leadership – sta assumendo toni e contenuti grotteschi: tutto rischia di risolversi nel decidere chi sarà, di baratto in baratto, il prossimo sparring-partner.

Evidentemente non ha insegnato nulla il via libera del Pci, nel 1984, al decreto salva-Fininvest di Craxi, né la legge Mammì del ’90, né la legge Meccanico sulla quale nel ’97 il centrodestra si astenne, né la Bicamerale dalemianberlusconiana, né l’autorizzazione “provvisoria” data dal governo D’Alema, nel ’99, a Retequattro, a scapito di Europa 7. Intanto, gli uni e gli altri, affossavano a reti unificate i referendum radicali che – in particolare nel 2000 – avrebbero consentito la riforma e l’innovazione per il nostro Paese.

Oggi decenni di partitocrazia, di illegalità, presentano il conto con gli interessi. E la soluzione non sta nelle intese e negli scambi tra apparati e gruppi di potere, come non sta nel raccogliere cinque milioni di firme su non si sa bene cosa, e senza nessun concreto effetto giuridico. Semmai, è proprio dagli strumenti costituzionali di democrazia diretta, a livello nazionale e locale, che bisogna ripartire.

Questa mattina la Commissione Esteri della Camera ha approvato, a maggioranza, la risoluzione Mecacci/Zacchera che impegna il Governo italiano a sostenere l’apertura di un’indagine indipendente sui tragici eventi di marzo nel Tibet occupato ed a non partecipare alla cerimonia di apertura dei giochi olimpici di Pechino, se non a seguito di progressi effettivi e verificabili nel rispetto dei diritti umani.

Dal Campidoglio il sindaco Gianni Alemanno ha dichiarato di essere favorevole al conferimento della cittadinanza onoraria a Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet, in occasione della prossima visita a Roma.

Bruno Mellano (Presidente di Radicali Italiani) ha dichiarato:

“Incoraggianti segnali giungono dai Palazzi della politica romana per il Dalai Lama e per il Governo tibetano in esilio a Dharamsala! Grazie al lavoro del nuovo Presidente dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet, l’on. Matteo Mecacci (radicali – PD), la Commissione Esteri della Camera dei Deputati ha, questa mattina, discusso e votato una risoluzione chiaramente impegnativa del Governo Italiano sulla vicenda tibetana. Nello stesso momento il sindaco di Roma, nel confermare l’invito per ottobre al Dalai Lama, ha aperto la strada alla cittadinanza onoraria per Tenzin Gyatso. In una fase in cui le classi dirigenti europee ed americane mostrano la faccia più cinica della realpolitik, un barlume di speranza si apre. Speriamo non sia una breve illusione! Certo occorre sottolineare la ricostituzione dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet, che ho coordinato della scorsa legislatura, ed occorre apprezzare il lavoro di già incardinato dal nuovo Presidente. La notizia di oggi è che tutti gli amici del Dalai Lama e del Tibet hanno uno spazio, seppur strettissimo, per inserire la nuova iniziativa politica e sincera attenzione per la causa tibetana sul palcoscenico mediatico costruito dalla Repubblica popolare di Cina attorno all’evento olimpico. Non perdiamo quest’occasione.”

Roma, 10 luglio 2008


 

logo Animalisti Italiani

BRUNO MELLANO PRESIDENTE DEI RADICALI ITALIANI. I DIRITTI DEGLI ANIMALI E LA TUTELA DELLA BIODIVERSITA’, LE BATTAGLIE COMUNI ED IL RINNOVATO PROGETTO DI COLLABORAZIONE CON GLI ANIMALISTI ITALIANI.

Roma. L’On. Bruno Mellano, già parlamentare nella scorsa legislatura è stato eletto Presidente dal Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, riunitosi a Roma il 29 giugno scorso. Recentemente c’è stato un incontro con Ilaria Ferri, Direttore Scientifico degli Animalisti Italiani, nel quale è stata ribadita la rinnovata volontà di collaborazione.

“Sono immensamente felice dell’elezione a Presidente dei Radicali di Bruno Mellano” -dichiara Ilaria Ferri, Direttore Scientifico dell’Associazione Animalisti Italiani – “L’On. Mellano è un amico degli Animalisti Italiani e soprattutto degli animali. Bruno è sempre stato vicino alle nostre battaglie per l’affermazione dei diritti animali e per la tutela della biodiversità. E’ stato promotore in Parlamento, nella scorsa legislatura, di numerose iniziative condivise ad iniziare dalla battaglia contro il randagismo e contro le ordinanze razziste che prevedevano la lista dei “cani pericolosi”. Ha promosso ed ha partecipato a numerosi convegni ed iniziative parlamentari per promuovere nuovi metodi di ricerca che non prevedano l’uso della sperimentazione animale, pratica ascientifica, obsoleta e inutile. In Commissione Agricoltura ha sollevato più volte la problematica relativa alla grave perdita di biodiversità ed il prelievo ittico insostenibile del Mediterraneo ad iniziare da quello del tonno rosso. Il suo impegno contro le spadare è stato encomiabile. Reti pericolose e bandite dal 2002 dall’UE ed ancora regolarmente in uso nei nostri mari e che causano la morte dell’80% di specie accessorie e di migliaia di squali, tartarughe, cetacei e uccelli marini ogni anno.

Con noi ed insieme ad altri parlamentari ha lottato per una strenua difesa della legge 157/92 che regolamenta il prelievo venatorio e tutela le specie selvatiche ma che ha visto più volte il tentativo di attacco e di “manomissione” a favore di una politica scellerata e di una lobby venatoria che ad ogni legislatura tenta di affossarla. Un compagno di battaglie e di strada per il raggiungimento della pacificazione tra specie umana ed animale, un alleato sincero e presente, sempre pronto ad impegnarsi e a condividere progetti, attività ed iniziative.

Se, come diceva Ghandi, la civiltà di un popolo si misura anche sul rispetto che è in grado di garantire agli animali, di certo l’On. Mellano ha favorito e favorirà questo importante processo di crescita culturale ed etica nel nostro Paese.”

Tibet

Domani, martedì 8 luglio, a Torino, in Piazza Carlo Alberto, a partire dalle ore 20:30, si terrà una manifestazione per i diritti del popolo tibetano e  per la democrazia in Cina, a 30 giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Pechino e in occasione del World Tibet Day.

La manifestazione è organizzata da: Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet; Associazione Radicale Adelaide Aglietta; Associazione Italia-Tibet; Associazione Interdependence; Amnesty International, sezione Piemonte e Valle d’Aosta.

Sarà presente in piazza Bruno Mellano (neo Presidente di Radicali Italiani e già coordinatore Intergruppo parlamentare Tibet), che ha dichiarato:

“Domani, oltre a Torino, i radicali scenderanno in piazza in tante altre città italiane per cercare di sopperire alla mancanza di informazioni sulla situazione in Tibet e nel resto della Cina, a 30 giorni dall’inizio delle Olimpiadi. Solo “Repubblica”,  ha pubblicato il reportage di Federico Rampini da Lhasa, la capitale del Tibet, una città occupata militarmente, dove sono scomparsi migliaia di tibetani e dove la rabbia cova sotto la cenere, pronta ad esplodere alla minima scintilla.

Rivolgo un appello agli organi d’informazione affinché utilizzino il mese che ci separa dai Giochi per informare sia sulla situazione in Tibet e nel resto della Cina sia sulle iniziative che saranno organizzate in Italia dagli amici del Tibet. A partire dagli appuntamenti di domani, a Torino e in tante altre città italiane: i cittadini potranno trovare ai nostri banchetti materiale informativo, libri, la bandiera del Tibet da esporre alla finestra, la petizione dell’Associazione Comuni che chiede al governo italiano di non partecipare alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi.

Giovedì mattina la Commissione Esteri della Camera dei Deputati voterà la risoluzione (primi firmatari Mecacci/Radicali-PD e Zacchera/PDL) sulla non partecipazione. Sono queste le ore decisive per chi intende far pesare la propria opinione.”.

 

Foto di Mariano Ferrentino (dove ogni tanto compaio anche io)

2009.10.31b 013

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