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Domenica si apre ufficialmente la stagione venatoria italiana, secondo le norme scritte nella legge 157 del 1992, per la tutela della fauna selvatica e la regolamentazione del prelievo venatorio. Nel frattempo ben 15 regioni italiane su 20 hanno autorizzato autonomamente la pre-apertura della caccia, prevista in termini assolutamente eccezionali e motivati, della stessa legge per il 1° settembre. Le associazioni ambientaliste ed animaliste hanno già avuto modo di denunciare ed argomentare sulla inesistenza di reali motivazioni giustificative dei provvedimenti eccezionali, in un contesto generalizzato di attacco alla biodiversità ed al patrimonio faunistico in generale e degli uccelli, stanziali e migratori, in particolare.

Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nelle lista del Partito Democratico, membro della Commissione Ambiente di Montecitorio, e Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, hanno dichiarato:

“Domenica inizia ufficialmente un’altra, ennesima, stagione venatoria nei nostri boschi e nelle nostre campagne. Ma con il malcostume delle pre-aperture all’inizio di settembre in 15 su 290 regioni, la norma è stata chiaramente aggirata e disattesa.

Negli ambiti istituzionali, poi, la caccia alla biodiversità ed alla tutela della fauna selvatica del Bel Paese non si è fermata un attimo, da quando con la vittoria di Berlusconi, una certa parte del centro-destra ha ritenuto di aver acquisito dall’elettorato un via libera preventivo per tutte le istanze più reazionarie delle lobbies dei cacciatori italiani. L’attacco al Decreto Ministeriale varato dallo scorso Governo Prodi per l’istituzione, definizione e tutela della “Rete Natura 2000″ come sistema europeo di zone protette è sfociato nella preparazione di una bozza di modifica che intende incidere sulle specie cacciabili, sui limiti di sfruttamento ed utilizzo delle zone, fino anche alla sospensione del divieto di utilizzo dei pallini di piombo nelle aere umidi, contro la legge di ratifica dell’accordo internazionale AEWA. Un ritorno al passato bello e buono, che non tiene conto del depauperamento complessivo subito dal patrimonio faunistico in Italia e dal mutamento, anche generazionale, dell’approccio dell’opinione pubblica italiana rispetto all’ambiente. Anche il riassetto organizzativo dell’APAt, ICRAM e soprattutto INFS ha una incidenza notevole sulla capacità, prima ancora che sulla volontà, di tutela degli animali selvatici in Italia.

Come Radicali, in Parlamento e fuori, intendiamo oggi ribadire un impegno storico, affianco delle associazione ambientaliste ed animaliste, innanzitutto per il rispetto delle direttive europee e per la tutela di interessi diffusi che riguardano la totalità dei cittadini.

Preannunciamo per le prossime settimane interventi ed iniziative mirate.”

Questa mattina Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani, ha partecipato alla manifestazione indetta ed organizzata dall’associazione “Animalisti Italiani”, davanti all’ambasciata del Giappone, contro la mattanza dei delfini che si verifica nel paese nipponico. La manifestazione romana, svoltasi senza incidenti e con buona partecipazione di pubblico, è stata indetta in concomitanza con la giornata internazionale che ha visto, in contemporanea, iniziative simili in 50 capitali nel mondo.

Dichiarazione di Bruno Mellano e Donatella Poretti:

“Aver aderito alla manifestazione di questa mattina contro la mattanza dei delfini in Giappone non è stato un gesto di buonismo, di sensibilità animalista o di mera testimonianza di solidarietà. Già dalla scorsa legislatura abbiamo personalmente e politicamente sostenuto questa campagna internazionale, sottoscrivendo una mozione depositata dall’allora capogruppo dei Verdi on. Angelo Bonelli. Stamane gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato la predisposizione di un nuovo e puntuale testo parlamentare contro una delle pratiche più brutali e selvagge che tuttora si adottano in Giappone nella cattura dei Delfini. L’obiettivo, è stato annunciato, è di depositarlo nei due rami del Parlamento: al Senato i primi firmatari saranno Donatella Poretti e Marco Perduca (Senatori radicali iscritti al gruppo del PD), mentre alla Camera il primo firmatario sarà Gianni Mancuso, deputato della PDL. Ora noi possiamo già annunciare che, in poche ore ed a Parlamento praticamente ancora “chiuso per ferie”, sono state raccolte le prime otto firme necessarie, al Senato, per il valido deposito formale della mozione. I senatori che hanno già firmato, assieme ovviamente a Donatella Poretti e Marco Perduca, sono: Franca Chiaromonte, Luigi Vimercati, Mauro Del Vecchio, Silvana Amati, Oskar Peterlini, Andrea Marcucci. Con la nuova mozione si chiede al Governo italiano di esprimere al Giappone l’indignazione degli italiani nei confronti di una pratica di cattura e di uccisione di rara brutalità, rappresentando una nuova e radicata sensibilità diffusa nell’opinione pubblica italiana, ma il dispositivo del testo impegna il nostro Governo ad agire a livello diplomatico e di pressione politica affinché il patrimonio di specie migratorie, come i delfini, non sia più soggetto alle decisioni di un singolo stato e che nessuno stato può considerare come proprietà nazionale. La mozione impegna inoltre a operare fattivamente per una più attenta applicazione delle tutele previste per specie protette da numerose normative internazionali, prima fra tutte, la Convenzione Internazionale di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzioni (CITES), alla quale, per esempio, anche il Giappone ha, formalmente, aderito nel 1980.

Roma, 03.09.2008

“Nei giorni scorsi mezzo pianeta si è commosso, grazie alle immagini terribili che giungevano nelle nostre case attraverso le televisioni, internt e giornali; per i nove orsi polari alla deriva nel mar glaciale artico. E’ poi bastato che l’ultima, ulteriore emergenza ambientale, questa volta dal nome di “tifone Gustav”, attirasse l’attenzione dei mass-media che l’afflato globale per gli orsi è stato dimenticato e superato ogni tentativo di salvezza o di eutanasia per i poveri plantigradi.

Così va il nostro mondo.

Domani, con la manifestazione indetta in Italia da “Animalisti Italiani”, tenteremo nuovamente di porre l’attenzione su una delle tante questioni aperte nella conservazione del nostro habitat naturale e nella difesa dei diritti degli animali.

La vicenda della mattanza dei delfini in Giappone l’abbiamo già affrontata, senza successo, negli anni scorsi ma non si può rinunciare ad interloquire con la democrazia nipponica anche su questo tema particolare.

Lo devono fare le opinioni pubbliche più avvertite, ma lo devono fare i Governi: si tratta infatti, non solo di sensibilità individuali, ma, in questo come in altri casi, sono in causa specie migratorie che nessuno stato può considerare come proprietà nazionale ed inoltre spesso si tratta pure di specie protette da numerose normative internazionali, prima fra tutte, la Convenzione Internazionale di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzioni, alla quale, per esempio, anche il Giappone ha aderito nel 1980.

Dunque non si tratta di una questione di sensibilità personali, si tratta invece di questioni politiche ed economiche globali: occorre infatti contrapporre agli interessi miopi di alcune lobbies gli interessi generali di salvaguardia del pianeta, gli interessi di una differente e più lungimirante gestione della fauna selvatica, gli interessi anche economici per un moderno rapporto fra uomo ed ambiente naturale ed infine, persino, l’interesse di una nuova difesa dei diritti degli animali”.

Personalmente intendo sottolineare l’importanza dell’iniziativa di nonviolenza attiva, lanciata e coordinata per la prima volta proprio dai massimi dirigenti democratici dell’esilio tibetano in India, ed in prima persona dal Presidente del Governo professor Samdhong Rinpoche.

12 ore di digiuno rappresentano un’iniziativa simbolica, soprattutto se paragonate ai lunghissimi scioperi della fame e della sete che hanno caratterizzato l’esperienza politica del Partito Radicale e di Marco Pannella in particolare, però abbiamo deciso di sostenere questa iniziativa perché con il metodo gandhiano le autorità tibetane cercano di fortificare le proposte di autonomia “federalista” che sono alla base della reiterata richiesta di dialogo del Dalai Lama.

Con l’occasione il Partito Radicale Nonviolento ha anche riaffermato l’opportunità di rendere pubblico, preventivamente, il piano di genuina autonomia del Tibet all’interno della Repubblica Popolare di Cina che, ad ottobre, sarà presentato alle autorità cinesi dalla annunciata delegazione tibetana a Pechino.

Infine, come radicali, abbiamo ricordato al Governo ed al Parlamento tibetano in esilio a Dharamsala ed allo stesso Dalai Lama, che il 2008 è l’anno del “Primo Satyagraha mondiale per la Pace, la Democrazia e la Libertà” e che il sostegno alla “verità” per la questione del Tibet si inserisce, per noi, all’interno di una più complessa e generale battaglia per la “verità” nella politica estera, dall’Iraq al Sud-Est asiatico, dal Medio-Oriente al Caucaso.

Torino/Milano, 30 agosto 2008

Foto di Mariano Ferrentino (dove ogni tanto compaio anche io)

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