“Nei giorni scorsi mezzo pianeta si è commosso, grazie alle immagini terribili che giungevano nelle nostre case attraverso le televisioni, internt e giornali; per i nove orsi polari alla deriva nel mar glaciale artico. E’ poi bastato che l’ultima, ulteriore emergenza ambientale, questa volta dal nome di “tifone Gustav”, attirasse l’attenzione dei mass-media che l’afflato globale per gli orsi è stato dimenticato e superato ogni tentativo di salvezza o di eutanasia per i poveri plantigradi.

Così va il nostro mondo.

Domani, con la manifestazione indetta in Italia da “Animalisti Italiani”, tenteremo nuovamente di porre l’attenzione su una delle tante questioni aperte nella conservazione del nostro habitat naturale e nella difesa dei diritti degli animali.

La vicenda della mattanza dei delfini in Giappone l’abbiamo già affrontata, senza successo, negli anni scorsi ma non si può rinunciare ad interloquire con la democrazia nipponica anche su questo tema particolare.

Lo devono fare le opinioni pubbliche più avvertite, ma lo devono fare i Governi: si tratta infatti, non solo di sensibilità individuali, ma, in questo come in altri casi, sono in causa specie migratorie che nessuno stato può considerare come proprietà nazionale ed inoltre spesso si tratta pure di specie protette da numerose normative internazionali, prima fra tutte, la Convenzione Internazionale di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzioni, alla quale, per esempio, anche il Giappone ha aderito nel 1980.

Dunque non si tratta di una questione di sensibilità personali, si tratta invece di questioni politiche ed economiche globali: occorre infatti contrapporre agli interessi miopi di alcune lobbies gli interessi generali di salvaguardia del pianeta, gli interessi di una differente e più lungimirante gestione della fauna selvatica, gli interessi anche economici per un moderno rapporto fra uomo ed ambiente naturale ed infine, persino, l’interesse di una nuova difesa dei diritti degli animali”.