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Ultima ora: l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha autorizzato la commercializzazione in Italia della pillola abortiva RU486

Si tratta della più grande affermazione in tema di diritti civili, in Italia, dal 1993, quando un referendum radicale permise l’abolizione delle pene detentive per i consumatori di droghe.

E’ una vittoria radicale; radicali erano i consiglieri regionali Carmelo Palma e Bruno Mellano che, nel lontano novembre 2000, interrogarono l’allora assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio D’Ambrosio (AN), chiedendo “se esista una qualche direttiva regionale o nazionale che impedisce il ricorso generalizzato all’aborto farmacologico” (D’Ambrosio rispose negativamente); radicale è Silvio Viale, il ginecologo dell’Ospedale S. Anna di Torino che il 29 gennaio 2001 richiese al suo Ospedale la possibilità di attuare aborti con la RU486 e che nel settembre 2005, primo in Italia, iniziò a somministrare la pillola abortiva alle donne; l’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, fin dalla sua costituzione, ha supportato il Dr. Viale nella sua iniziativa, che, ricordiamolo, ha dovuto fronteggiare gli attacchi di due ministri della Sanità del centro-destra, prima Girolamo Sirchia e poi Francesco Storace.

31 anni dopo l’approvazione della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia (grazie anche alle lotte delle radicali Adele Faccio, Adelaide Aglietta ed Emma Bonino), 10 anni dopo l’introduzione nella maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea, oggi, finalmente, un organismo scientifico ha preso atto di quello che fino all’ultimo, a poche ora fa, un sottosegretario di Stato, Eugenia Roccella, ha tentato di negare: l’aborto farmacologico è una valida alternativa a quello chirurgico, è sicuro, è meno costoso, è meno invasivo, risparmiando alla donna sia l’intervento che l’anestesia.

Da domani inizieremo a lottare affinché le Regioni, tutte le Regioni, adottino gli opportuni provvedimenti per rendere effettivamente disponibile in tutti gli ospedali la pillola abortiva RU486; oggi, consentiteci di fare solamente un grande ringraziamento a Silvio Viale e a tutti i militanti radicali che hanno reso possibile questa grande vittoria che ridà slancio e speranza in un periodo in cui le forze clericali sono all’offensiva, come dimostrato, senza tema di smentite, dal “caso Englaro” e dal successivo disegno di legge del governo “contro” il testamento biologico.

Adnkronos, il Messaggero, Politicamentecorretto, Clandestinoweb

Antonio Costa (direttore generale Unodc, agenzia Onu sulla droga e sul crimine organizzato) ha dichiarato ai microfoni di CNR-MEDIA: “Nel mondo si sta ormai confiscando quasi la metà di tutta la cocaina prodotta. Le coltivazioni sono scese del 10%. In media, negli ultimi due anni si è confiscata tra il 40 e il 47% della produzione … Il mercato è in confusione …” (fonte: notiziario droghe dell’ADUC).

A pag. 123 della Relazione del governo Berlusconi al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia (presentata a inizio luglio) si legge: “…In questi ultimi anni si è assistito ad un aumento degli investimenti da parte delle varie organizzazioni criminali, soprattutto sul mercato della droga che sembra essere il più redditizio e nel quale convertire proventi che vengono dalle attività di sfruttamento della prostituzione e di altre azioni illegali. Questo ha comportato un incremento del volume totale di droghe circolanti con un aumento dell’offerta e una maggior competizione che ha portato alla fine a favorire le condizioni di cessione e accesso alle sostanze incrementando, quindi, la domanda che appare sempre più stimolata da questo aumento pressante dell’offerta e della sua capillarizzata e variegata distribuzione…”.

A pag. 125 della Relazione, si evince da una tabella che i sequestri di cocaina in Italia nel 2008 sono aumentati del 4,7% rispetto al 2007; a pag.128, si evince da un’altra tabella che i sequestri di cocaina in Italia sono rimasti sostanzialmente costanti dal 2002 al 2008.

In Italia è proposta con successo la “tequila boom boom” (dal rumore del bicchierino di tequila sbattuto dal cameriere sul tavolo); in Messico la “tequila boom boom” è sconosciuta.

Anche le dichiarazioni di Antonio Costa hanno molto successo sulle agenzie; peccato che non trovino alcun riscontro nella realtà, come abbiamo dimostrato citando un documento, la Relazione del governo sulle tossicodipendenze, prodotto non dagli antiproibizionisti radicali ma dal campione del proibizionismo italico, il sottosegretario Carlo Giovanardi.

Comprendiamo che il Dr. Costa debba giustificare i costi pagati anche dai cittadini italiani per l’enorme burocrazia antidroga dell’Onu, ma cerchi di essere più credibile nelle sue affermazioni. Altrimenti qualcuno potrebbe raccoglierle tutte in un libro dal titolo “IL COSTA BOOM BOOM”.

Il sottosegretario Giovanardi ha preso spunto dalla tragedia di Mazara del Vallo (dove un cittadino tossicodipendente ha ucciso con l’auto quattro persone) per richiedere il ricovero coatto dei td. più problematici.

Noi come radicali ci sforziamo sempre, a differenza di Giovanardi, di andare alla radice dei problemi, senza fare sterile propaganda. Leggiamo sui giornali che il cittadino in questione si era recato sabato, prima del fattaccio, presso la Guardia medica di Mazara del Vallo dove gli era stato negato il metadone (secondo “La Repubblica”, 19/07/09) o ansiolitici (secondo “La Stampa”, 19/07/09). Ai sensi dell’articolo 118 del DPR 309/90 (Testo Unico sulle tossicodipendenze), tuttora vigente, “il servizio per le tossicodipendenze deve svolgere un’attività nell’arco completo delle ventiquattro ore”; ma la stragrande maggioranza dei Sert italiani il venerdì chiudono i battenti, lasciando senza assistenza specialistica i cittadini tossicodipendenti fino al lunedì.

Giovanardi ha presentato al Parlamento la Relazione sulle tossicodipendenze ma non l’ha letta: a pag. 142 è riportata una tabella con il “Livello di attuazione dei 41 obiettivi del Piano di Azione sulle droghe 2008” da parte delle regioni: la Sicilia ha attuato in modo conforme 4 obiettivi; 6 li ha attuati in modo non del tutto conforme; 26 non li attuati e 5 non li ha nemmeno presi in considerazione; a pag. 157, è riportato un prospetto con le strutture socio-sanitarie per tossicodipendenti attive nel 2008, paragonate a quelle attive nel 2007: la Sicilia è l’unica regione italiana che ha diminuito la sua capacità d’accoglienza in tutte le tipologie di struttura (Sert, comunità residenziali e semi-residenziali, ambulatori); a pag. 158, si può vedere l’andamento del personale dei Sert, regione per regione, dal 2000 al 2008: in Sicilia vi è stato una diminuzione del personale del 3,4%, mentre nella maggioranza delle regioni vi è stato un aumento. Dulcis in fundo, a pag. 162, Giovanardi può andarsi a leggere la tabella sulle strutture riabilitative secondo lo Schema Atto di Intesa Stato Regioni del 5/08/09: peccato che la Regione Sicilia non abbia mandato nessun dato relativo al 2008.

Il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, è troppo impegnato a creare la “Lega Sud” per occuparsi della situazione dei servizi per le tossicodipendenze. Il sottosegretario Giovanardi fa comunicati e scarica tutte le responsabilità sulle regioni, dimenticandosi che esistono leggi nazionali vigenti in tutta Italia, isole comprese, come quella sui “Livelli essenziali di assistenza” (LEA). La tragedia di Mazara del Vallo non è stata colpa del destino cinico e baro; è stata la conseguenza del mancato rispetto della legge, della sciatteria e dell’inadeguatezza di tanti, a Roma come a Palermo come a Mazara.

Nei prossimi giorni la senatrice radicale/PD Donatella Poretti presenterà un’interrogazione ai sottosegretari Carlo Giovanardi e Ferruccio Fazio sulla situazione delle politiche sulle tossicodipendenze nella regione Sicilia.

In una conferenza stampa svoltasi stamane presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio, questa mattina è stata illustrata l’interrogazione urgente in Commissione dell’onorevole Elisabetta Zamparutti (radicale eletta nelle liste del PD) sull’utilizzo del prodotto fitosanitario “Contest” per combattere il punteruolo del riso, un insetto che da qualche anno colpisce le coltivazioni italiane. L’interrogazione, depositata lo scorso venerdì, pone l’attenzione sui gravissimi effetti derivanti dall’autorizzazione governativa (decreto Min. Salute del 31 marzo 2009) all’utilizzo straordinario di un prodotto fitosanitario che – come indica l’etichetta – è gravemente tossico e può produrre danni ambientali irreparabili se utilizzato in acqua, ambiente nel quale tradizionalmente avviene la coltivazione del riso italiano.

I dati e le denunce che cominciano a giungere dalle realtà territoriali sulla situazione della fauna acquatica e degli habitat naturali di 200.000 ettari di risaie italiane – in particolare piemontesi e lombarde – dimostrano la gravità della situazione. Il WWF Italia ha, nei giorni scorsi, presentato un reclamo ufficiale alle autorità della Comunità Europea per inadempimento del diritto comunitario e violazione di ben quattro direttive, proprio in riferimento all’autorizzazione all’utilizzo del fitofarmaco in questione e ha sollecitato l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia. I danni ambientali all’ecosistema acquatico, tipico delle risaie in Piemonte e Lombardia, cominciano ad essere rilevantissimi e potenzialmente duraturi e comunque senza precedenti.

Alla conferenza stampa hanno preso parte On. Elisabetta Zamparutti – deputata radicale del Gruppo Pd, membro della Commissione Ambiente della Camera, Avv. Lucia Ambrogi – responsabile relazioni territoriali e aree protette del WWF Italia e Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani.

Bruno Mellano ha dichiarato:

“Come sia stato possibile che il Governo italiano abbia deciso di autorizzare, su richiesta dei produttori, l’utilizzo eccezionale e straordinario di un prodotto fitosanitario “altamente tossico per gli organismi acquatici” e che “può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico” per la coltivazione del riso pare davvero incomprensibile. Anzi inconcepibile! Il prodotto in questione riporta in dicitura scritta e persino in eloquenti figure grafiche la sua nocività, la sua pericolosità per l’ambiente con chiare indicazioni. “Non contaminare l’acqua – non pulire il materiale d’applicazione in prossimità delle acque di superficie – evitare la contaminazione attraverso i sistemi di scolo delle acque – non gettare i residui in fognature…. eccetera. La domanda semplice semplice è questa: lo sanno al Ministero, ma anche in Regione Piemonte e in Regione Lombardia, che il riso italiano è tradizionalmente e comunemente prodotto il sommersione, cioè in acqua? Come è stato possibile, su quali basi, con quali analisi, con quali prospettive è stata autorizzata una campagna di utilizzo così impattante? Ci sono state analisi e scenari non solo di efficacia sul parassita in questione ma sull’intera microfauna acquatica, comprese le rane, ma anche sull’avifauna, compresa la cicogna bianca tanto protetta e valorizzata? Mentre da un lato si danno fior di contributi ai produttori per mantenere l’acqua nelle risaie in modo continuativo e più a lungo al fine di avere effetti positivi sulla biodiversità, si autorizza un intervento come questo dagli effetti ancora tutti da misurare. Attendiamo le risposte in Commissione all’interrogazione di Elisabetta Zamparutti e della delegazione dei deputati radicali nel gruppo Pd, ma sin da subito ringraziamo il WWF Italia per il suo contributo di documentazione e di denuncia e per la necessaria richiesta di apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea: solo così, forse, si può sperare che si possano contemperare gli interessi di categoria con gli interessi generali dell’ambiente e della società.”

Lunedì prossimo, il Dalai Lama, guida spirituale e politica del Tibet, compie settantaquattro anni, cinquanta dei quali trascorsi nell’esilio indiano di Dharamsala. Per celebrare il doppio anniversario l’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet organizza – lunedì 6 luglio alle ore 11.30, in piazza Cavour, a Torino – una manifestazione in sostegno della lotta nonviolenta dei tibetani e a supporto del memorandum per una piena autonomia del Tibet presentato dagli inviati del Dalai Lama alle autorità della Repubblica Popolare di Cina.

All’iniziativa, indetta dall’Associazione Comuni, Province e Regioni per il Tibet, hanno aderito e prenderanno parte i rappresentanti dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Interdependence, Amnesty International Piemonte e Italia-Tibet. Alla manifestazione, che si svolgerà sotto la statua – recentemente inaugurata – del mahatma Gandhi, interverrà anche Bruno Mellano, Presidente di Radicali Italiani.

Proprio lunedì, con il presidente cinese Hu Jintao invitato al G-8, giungerà una folta delegazione di 300 imprenditori cinesi che, guidata dal ministro del Commercio Chen Deming, perlustrerà l´Italia a caccia di opportunità d´investimento.

Le istituzioni e l’opinione pubblica occidentale devono essere sempre più consapevoli della stretta interdipendenza che si è creata con il processo di globalizzazione. Occuparsi e supportare il Dalai Lama e la causa tibetana è, oggi più di ieri, un modo concreto e diretto di occuparsi anche dei nostri interessi di cittadini italiani ed europei. Celebrare e festeggiare pubblicamente il compleanno di un leader che ha fatto della scelta nonviolenta la scelta di una vita, di un popolo e di una cultura millenaria è il modo migliore, e più politico, per sottolineare che la forza dell’arma nonviolenta sta nella sua capacità di mobilitare gli altri, di convincere l’avversario, di dialogare con l’interlocutore, come insegna l’esempio del mahatma Gandhi. Certo la Repubblica Popolare di Cina non è il Regno Unito della Gran Bretagna, ma l’interconnessione delle società odierne è indubbiamente molto maggiore che in passato: su questo dato dobbiamo continuare a mobilitarci ed esigere comportamenti conseguenti dai nostri Governi. La vasta delegazione cinese, in arrivo in Italia proprio nella giornata del compleanno del Dalai Lama, dimostra che l’interesse finanziario, economico e commerciale non può che essere reciproco, fra Cina ed Occidente: i settori di interesse preannunciati dal ministro cinese del Commercio (il manifatturiero dall´auto al tessile; l´agroalimentare; l´energia; le tecnologie verdi per la protezione dell´ambiente) sono indubbiamente strategici per tutti. La base per ogni autentico e fecondo rapporto deve, però, essere la chiarezza e la franchezza. L’Italia è amica del Dalai Lama e dei tibetani? L’Italia è per il rispetto dei diritti umani? L’Italia sta dalla parte dei nonviolenti? Bene, allora, auspico che qualche membro del Governo italiano trovi il modo, in questi giorni, di dirlo pubblicamente e di farlo sapere anche agli “amici” cinesi, perché parlando di Tibet si potrà parlare anche di Birmania, Sudan, Darfur oltre che di Iran, Iraq, Afganistan e della Cina stessa.

Una dichiarazione, una mera citazione della questione tibetana sarebbe di per sé un regalo importante per i 74 anni di Tenzin Gyatzo, XIV Dalai Lama del Tibet e per la verità dei rapporti internazionali con la Repubblica Popolare della Cina.

Abbiamo letto veementi dichiarazioni del governatore della Puglia, Nichi Vendola, esaltanti la questione morale, con le immancabili citazioni di Enrico Berlinguer. Noi prendiamo molto seriamente il tentativo di Vendola di fare pulizia nella sanità pugliese. Per questo gli chiediamo di essere conseguente e di approfondire i problemi. La nuova Giunta, che si appresta a formare, selezionerà i direttori generali delle aziende sanitarie e degli ospedali pugliesi – partendo magari da quello dell’ASL di Bari – con il vecchio manuale Cencelli della partitocrazia?

Noi radicali abbiamo presentato – prima in Piemonte nel 2001 e poi in Parlamento (PDL “Mellano e altri” del 4 febbraio 2008, ripresentato dall’on. Farina Coscioni e altri, PDL 278 C.) – una proposta di legge che scardina completamente il meccanismo delle “nomine di partito”: la selezione dei manager delle aziende sanitarie viene affidata totalmente a una commissione costituita da cinque membri scelti fra i rappresentanti delle maggiori società di interesse nazionale nel campo del consulting manageriale, prese in considerazione in base alla media ponderata dei seguenti fattori: fatturato, numero delle sedi sul territorio, numero personale inquadrato e a progetto. La commissione suddetta stila una graduatoria in base alla quale sono assegnati i vari posti in palio, tenendo conto anche delle indicazioni dei candidati e delle valutazioni della commissione.

Chiediamo al governatore Vendola di esprimersi sulla nostra proposta, concreta e fattibile. La Puglia e l’Italia intera hanno urgente bisogno di essere liberate dall’esercito di occupazione insediato negli ospedali come nelle aziende del latte; ma per farlo non bastano slogan e appelli al popolo, servono atti di governo concreti e puntuali riforme dei meccanismi, sfruttando nel migliore dei modi i nove mesi che restano prima della fine del suo mandato.

Foto di Mariano Ferrentino (dove ogni tanto compaio anche io)

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