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ImmagineSono lieto di potervi informare – in anteprima – che il Comune di Torino procederà finalmente all’intitolazione di via Adelaide Aglietta.

Si tratta del ramo di strada Pianezza che conduce al numero civico 300, il carcere “Lorusso-Cutugno” di Torino-Vallette.

L’intitolazione è stata fissata per la giornata di venerdì 12 luglio prossimo, alle ore 11,00.

Alberta e Francesca Rocca – le figlie – e Paolo Aglietta – il fratello – hanno già assicurato la partecipazione.

N.B.: su Enzo Tortora la partita è ancora aperta. Con Francesca Scopelliti e Pierfranco Quaglieni sono intervenuto sul Sindaco, al recente Salone del Libro, dunque… alla prossima puntata della vicenda toponomastica piemontese.

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Enzo Tortora

27 giugno 2008

• Dichiarazione di Alessandro Rosasco e Bruno Mellano, membri del Comitato Nazionale di Radicali Italiani:

“Con oggi si è chiusa la decennale vicenda dell’intitolazione toponomastica di un tratto di strada della Città di Genova al suo illustre concittadino, giornalista, popolare presentatore televisivo, vittima di un clamoroso caso di malagiustizia, eurodeputato e leader della campagna referendaria per la “Giustizia Giusta”.
“Dopo un prolungato “pressing” siamo giunti all’intitolazione della “galleria Enzo Tortora – giornalista – 1928-1988”, per la quale sinceramente ringraziamo la Giunta di Marta Vincenzi: un pezzetto di Genova ricorderà la figura di Tortora, a futura memoria. Ma Leonardo Sciascia, il cui ultimo libro – una raccolta di articoli “politici” – si intitolava appunto “A futura memoria (se la memoria ha un futuro)”, ci ha insegnato che non è detto vi sia necessariamente un futuro per la memoria. Proprio per aiutare a creare un ricordo consapevole e fecondo, per evitare che la lapide toponomastica sia muta, ma che comunichi qualcosa di vivo a chi passerà in “galleria Enzo Tortora”, come radicali abbiamo intrapreso l’iter, che speriamo meno lungo e faticoso di quello appena concluso, per far affiggere, a nostre spese, un targa commemorativa del “caso Tortora”.
Sull’ottone vi sarà incisa una frase, pronunciata da Enzo Tortora il 30 giugno 1984, nel pieno del clamore del suo caso ed a seguito dell’elezione al Parlamento Europeo, che recita:“FUI IL PRIMO A GRIDARLO, QUANDO CON QUELLA BOMBA ATOMICA CHE MI FECERO ESPLODERE DENTRO, IO VIDI E COMPRESI CHE NON IL “CASO TORTORA”, MA IL “CASO ITALIA” ERA QUELLO CHE MI PRESENTAVANO COI FERRI AI POLSI, LA DESOLAZIONE E LA VERGOGNA INTORNO.” .

Genova, 27/06/08

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